Il concetto di relazione nel pensiero greco
Il termine "relazione" in greco antico σχέση, e relegato al significato di appartenenza di due parti ad un insieme. E' utilizzato prevalentemente nei rapporti interpersonali.
Aristotele è il primo che ne parla esplicitamente collocando la “relazione” tra le 10 Categorie che discute nel trattato dedicato che si può immaginare come una introduzione alla dialettica.
“L’essere si dice in molti modi” per cui di un soggetto si possono predicare diverse cose: quanto è alto, che cosa è, dove è… Questi predicati sono anche detti categorie. Secondo Aristotele esse sono 10:
- sostanza (Socrate è un uomo)
- quantità (un metro e mezzo)
- qualità (bianco o filosofo)
- relazione (figlio di Tizio)
- luogo (a casa)
- tempo (anno di nascita)
- situazione (star seduto)
- avere (indossare un mantello)
- agire (bagnare)
- subire (essere bagnato)
Plotino critica Aristotele, rimproverando alle Categorie di essere una classificazione delle cose sensibili, che non si applica alle realtà intelligibili, cioè alle Idee, per le quali è valida invece la distinzione dei “sommi generi” fatta da Platone nel Sofista.
Il richiamo fatto da Plotino è significativo per individuare un diverso rapporto tra realtà e conoscenza. L'esistenza della realtà dei generi e delle idee con Platone permette di individuare un rapporto problematico non solo dialettico ma ontologico, tra realtà fisica e realtà ideale.
Aristotele, invece, non essendoci più un iperuranio reale come modello ideale della realtà, le categorie sono funzionali alla sola conoscenza delle cose e non alla loro realtà trascendentale.
Dunque per avere una diversa espressione di "relazione" bisogna ritornare a Platone che, anche se indirettamente, ne mostra significati di livello più generale.
Nel "Sofista", importante dialogo della maturità, Platone sviluppa la teoria dei generi. All'interno di tale teoria Platone attribuisce il ruolo centrale svolto in tal senso dalla metessi o partecipazione. Platone sostiene infatti che alcune idee si combinino con le altre.
Così sia l'essenza, che la conoscibilità degli enti sono spiegati mediante la combinazione di più idee che, unite fra loro, permettono sia l'esistenza, che la conoscenza dei singoli enti.
L'esempio che Platone propone è quello del pescatore che scompone in "uomo", che è di genere animale, di specie mammifero, di ambiente terrestre, di postura bipede, di vista binoculare e così via. In pratica si costruisce una sorta di mappa concettuale.
Da questa impostazione che due oggetti sono sempre comparabili tramite le relazioni tra i generi che può essere di uguaglianza o disuguaglianza, ad esempio se confrontiamo l'oggetto "uomo" con l'oggetto "cavallo" possiamo dire che esiste una relazione di uguaglianza tra la vista che è per ambedue binoculare e la relazione di disuguaglianza tra la postura che per l'uomo è bipede e per il cavallo quadrupede.
Un altro caso potrebbe essere quello di due figure geometriche.
Tra due triangoli esiste la relazione di uguaglianza tra il numero dei lati mentre tra un triangolo e un quadrati esiste una relazione di disuguaglianza nel numero dei lati.
Per poter dire che due oggetti sono uguali o diversi devo confrontare le relazioni tra le loro caratteristiche nel caso che siano tutte uguali i due oggetti sono uguali altrimenti sono diversi.
Come si vede il concetto di relazione sebbene non evidenziato in Platone risulta essere riferito alla realtà dei fenomeni molto più in quest'ultimo che in Aristotele.
Nessun commento:
Posta un commento