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Intro

I "dialoghi" che si svilupperanno hanno un punto di arrivo di cui il tema è la percezione della realtà sensibile: il fenomeno è tutto ciò che si evidenzia ai nostri sensi e quindi la realtà esistente al di fuori di noi. Di tutti i fenomeni del sensibile quelli che saranno oggetto dei dialoghi/post saranno quelli che ricadono nell'ambito della visione. L'obiettivo finale è rivolto a sviluppare delle considerazioni sulla geometria. Non sono un filosofo ma un architetto quindi non farò analisi molto approfondite sugli argomenti proposti riguardanti la filosofia, che però è uno degli argomenti principali, mi limiterò a raccogliere quelle idee funzionali allo scopo all'obiettivo che mi sono proposto.

giovedì 3 marzo 2022

La percezione sensibile

 La percezione sensibile

I maggiori contributi filosofici sull’argomento della percezione sensibile si possono fare risalire principalmente a Platone e poi a Kant, il quale riprende alcune idee di Aristotele, tali autori però, e quelli che da loro prenderanno le mosse in tutta la filosofia successiva, non hanno mai sufficientemente approfondito il tema lasciando l’oggetto della visione relegato a pura impressione sensoriale definendolo come incommensurabile o inconoscibile.

Anche nella geometria classica di Euclide l’oggetto geometrico non ha una sua esistenze autonoma e consistente ma rimane solo una elaborazione intellettuale a posteriori.

Ad esempio la costruzione che Euclide fa negli elementi, nel primo postulato, nel quale arriva alla determinazione del triangolo equilatero, giunge a questo punto conclusivo:



Ora in tale rappresentazione l’individuazione del triangolo può avvenire solo se già si sa cosa si vuole individuare infatti se vogliamo vedere il triangolo equilatero selezioneremo i punti A-B-C ma tale figura e solo virtuale, non ha una consistenza reale. Infatti avremmo potuto individuare, invece del triangolo, un rombo, quello compreso tra i punti A-F-B-C, in effetti in questa rappresentazione non esiste alcun “Triangolo” ne altre figure geometriche reali.

Possiamo dire che, dal nostro punto di vista, tutti i postulati degli elementi sono inconsistenti in quanto non individuano, come nel caso del triangolo un oggetto “Triangolo” ma una configurazione di linee nella quale, volendo, possiamo riconoscere la figura voluta. I postulati e tutta la geometria euclidea rimane valida per il suo valore analitico matematico che però non interessano la nostra ricerca.

Gli oggetti fenomenici di cui possiamo ritrovare il concetto in Kant nella “cose in se” non sono ancora oggetti intellettuali, subordinati alla ragione tramite l’assegnazione alle categorie, ma non per questo non hanno una consistenza e una logica interna, non solo visuale ma anche fisica, che ne permette l’esistenza, ancora prima di diventare oggetti di analisi e di essere filtrati per costituire la forma trascendentale.

Ogni oggetto prima di essere percepito dai sensi esiste e la sua esistenza è dovuta ad una configurazione logica che permette l’organizzazione interna dei suoi elementi ed il rapporto esterno con gli altri oggetti; tali configurazioni non sono guidate ne dalla geometria di euclide ne da quella cartesiana.


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