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I "dialoghi" che si svilupperanno hanno un punto di arrivo di cui il tema è la percezione della realtà sensibile: il fenomeno è tutto ciò che si evidenzia ai nostri sensi e quindi la realtà esistente al di fuori di noi. Di tutti i fenomeni del sensibile quelli che saranno oggetto dei dialoghi/post saranno quelli che ricadono nell'ambito della visione. L'obiettivo finale è rivolto a sviluppare delle considerazioni sulla geometria. Non sono un filosofo ma un architetto quindi non farò analisi molto approfondite sugli argomenti proposti riguardanti la filosofia, che però è uno degli argomenti principali, mi limiterò a raccogliere quelle idee funzionali allo scopo all'obiettivo che mi sono proposto.

giovedì 3 marzo 2022

Il concetto di relazione nel nostro contesto

Il concetto di relazione nel nostro contesto.

Data la fondamentale importanza che acquisisce in questo contesto il concetto di relazione credo sia opportuno definirne il significato assunto.

Il concetto di relazione è ricavato dalla naturale predisposizione, nei fenomeni visivi, ad associare insieme oggetti che hanno uno stesso attributo con valore simile.

Ad esempio troviamo che esiste una relazione tra due boe rosse su un mare azzurro.

Le relazioni possono essere oltre che di equivalenza (o identità) di disuguaglianza (o diversità), ad esempio una foglia verde con una fragola rossa entrano in relazione proprio perché i loro colori sono complementari.


Possiamo vedere in A due oggetti (in questo caso due cerchi) sovrapposti in vista frontale in modo da essere visibili ambedue, in B li vediamo dall’alto quindi quello inferiore non è visibile. Possiamo dire che in questo caso gli oggetti sono in evidente relazione sia dal punto di vista visuale che fisico, la relazione è di equivalenza spaziale occupando la stessa posizione, l’attributo “posizione” degli oggetti è lo stesso.

Se gli oggetti iniziano a spostarsi occupando posizioni diverse, come si può vedere in C, rimangono in evidente stato di relazione, specialmente se non vi sono altri oggetti simili troppo vicini. Gli oggetti sebbene legati tra loro, ora si trovano in una relazione di diversità di posizione e l’attributo posizionale è diverso.

Se nello stesso spazio si trovano altri due oggetti in uno stato di relazione come in D, possiamo vedere che la posizione reciproca tra gli oggetti di un gruppo e quella tra gli oggetti dell’altro gruppo è diversa e possiamo approssimativamente verificare che le distanze reciproche tra gli oggetti di un gruppo rispetto a quelli dell’altro sono il doppio quindi possiamo dire che l’attributo “posizione”-differente si caratterizza con un valore che possiamo prendere come riferimento relativo arbitrario dicendo che la differenza di posizione del primo gruppo vale 1 e nel secondo vale 2 oppure che nel primo gruppo vale 0.3 e nel secondo 0.6. Nello spazio relazionale le posizioni e le dimensioni non sono assolute ma relative.

La situazione, relativamente ai singoli gruppi rimane la stessa anche se gli assi delle due relazioni cambiano di orientamento mantenendo i valori delle differenze di posizione uguali come si può vedere in E. Ciò che cambia sono le relazioni interne al gruppo al quale appartengono tutti gli oggetti delle due relazioni. Possiamo dire che in questo modo costituiamo una nuova relazione, più complessa, tra tutti gli oggetti delle due relazioni che vincolano gli oggetti alle posizioni relative all’interno del gruppo più ampio.

Si fa rilevare che i termini “posizione” e “rotazione” non sono assoluti ma relativi agli oggetti costituenti la relazione quindi non esistono valori che ne determinano la posizione ma solo la posizione di un oggetto rispetto ad un altro. Non esiste neanche una unità di riferimento.


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